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Occupiamoci anzitutto della città rivale di Roma. E' posta al centro del Mediterraneo, sulla costa
dell'Africa, nel fondo di un vasto golfo, a sud della foce del fiume Bagradas
(oggi Megerda, in Tunisia). E' il più grande centro del traffico fenicio nell'Occidente: molto popolosa, ha l'aspetto di una città orientale con le sue formicolanti folle vestite a colori vivaci. Essa è retta da una potente aristocrazia di commercianti e di generali. Il suo esercito è formato da soldati mercenari (cioè di mestiere) e fornito di elefanti da guerra, che avevano allora il compito dei nostri carri armati.
Cartagine ha due porti: quello da guerra è circolare e può contenere fino a duecento triremi o quinqueremi (navi cioè a tre o a cinque ordini di rematori); il porto commerciale di forma rettangolare rigurgita sempre di battelli da carico e di merci. Benché l'agricoltura vi sia prospera, Cartagine è soprattutto una città commerciale. I marinai cartaginesi (detti anche punici) esplorano con tenacia e abilità le coste d'Europa e d'Africa, dalla Norvegia al Camerun, alla ricerca di prodotti rari (ferro, argento, oro, stagno, piume di struzzo, avorio...). Ovunque Cartagine fonda scali commerciali e colonie nell'Africa del Nord, nella Spagna meridionale, in Corsica, in Sardegna, in Sicilia. In quest'ultima isola Cartagine si scontra con le città greche (specialmente con Siracusa), gelose della loro indipendenza. |