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Il grande conflitto è finito : ormai non ci sono più grandi potenze, che possono fermare Roma ed impedirle di conquistare ed unificare tutto il bacino del Mediterraneo. Roma è la capitale di questo Impero. Ma, possiamo chiederci, questa prodigiosa ascesa di Roma è stata veramente prevista e programmata dai suoi capi e dai suoi cittadini? Dobbiamo dire subito di no. Non c'è nulla di consapevole e concertato: i senatori spesso esitano e temono l'audacia di operazioni militari lontane. Tuttavia Roma va avanti, come presa da una specie di meccanismo, che non è più in grado di fermare. I Romani, un popolo di soldati e di contadini, sono spinti dalla loro avidità a non perdere le buone occasioni per accrescere il loro patrimonio. Per consolidare una conquista Roma è trascinata a fare nuove conquiste in luoghi sempre più lontani. Così accade con la Macedonia, che ha parteggiato per Annibale : in due guerre viene vinta e sottomessa.
Simile sorte ha la Siria, il cui re Antioco III è vinto e costretto a cedere tutta l'Asia Minore ad un fedele amico dei Romani, il re di Pergamo. Verso il 130 A.C. lo Stato Romano ormai controlla quasi tutte le coste del Mediterraneo : una lenta e profonda opera di romanizzazione e di unificazione di tutto il mondo civile ha inizio. |