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LA STORIA DELLE PAROLE: CASA

La parola casa così cara al nostro cuore si trova tale e quale in latino, ma con il significato di capanna, per indicare un luogo dove si può dimorare al coperto, in cui la radice kha o cha o sku o ku vuol dire coprire, oscurare.
Nel significato di abitazione della famiglia, da noi dato alla parola casa, i latini usavano domus, testimoniata in italiano da domicilio (e suoi derivati), composto di domus e cilium, sulla derivazione della qual seconda parola gli studiosi non sono concordi, ma, comunque, sia che ne vedano l'origine nel verbo celare = nascondere o in colere = abitare o in una radice ki o ci = giacere, in definitiva domicilio viene a significare casa in cui si abita.
Da domus è derivato pure domestico, aggettivo: ciò che appartiene alla casa o alla famiglia; sostantivo: persona addetta al servizio della casa.
 

In duomo si vede chiaramente la derivazione da domus ed è parola usata nel senso di domus Dei (sottintendendo Dei), ossia di casa di Dio o, metaforicamente, casa per eccellenza (e non può essere che quella di Dio), e indica, in una città, la chiesa cattedrale, in cui ha sede il Vescovo.

La radice di casa si trova in castello, derivato dal latino castellum, diminutivo di castrum, luogo chiuso e fortificato e quindi fortezza, rocca, cittadella, che le città medioevali avevano nella parte più alta, oppure in contado, per il signore del luogo; come si trova in cassero, la parte più alta e più forte di un castello, a forma di torrione, o anche castello di poppa della nave.
Anche curia, secondo alcuni studiosi, ha la radice di casa e significa propriamente casa dove si riuniscono i capi di una comunità e quindi, presso i Latini, luogo dove i magistrati tenevano le adunanze e oggigiorno il Collegio o Ordine degli avvocati di una città, provincia o nazione.
Curia papale o romana è la cancelleria del Papa; Curia vescovile è quella del Vescovo. La stessa radice ku, sku che, come si è detto, indica coprire, oscurare, si trova in cuoio e cute, che ricoprono il corpo, ed anche in cieco (latino caecus) : chi ha la vista oscurata; in ciglio, che copre l'occhio; in scudo, cuffia, squama o scaglia e in scatola, parole che indicano tutte qualche cosa che ricopre o protegge.