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LA RELIGIONE GRECA: GLI DEI, I CULTI, I SANTUARI

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IL MONDO DEGLI EROI

I Greci credevano che alle origini della loro storia erano vissuti degli uomini straordinari per particolari capacità: per le loro imprese taluni di essi erano stati accolti tra gli dèi. A questi uomini divinizzati i Greci diedero il nome di eroi.
Teseo fu l'eroe, che gli Ateniesi ritenevano fondatore della loro città. Tra l'altro egli aveva ucciso il Minotauro, penetrando nel labirinto di Creta: inoltre aveva riunito in una sola città tutti i piccoli villaggi dell'Attica e aveva fatto di Atene la capitale.
Eracle fu il più conosciuto ed amato eroe greco. Era figlio di Zeus e di una donna di nome Alcmena: Era lo perseguitò con il suo odio, costringendolo a mettersi al servizio del re Euristeo. Questi, per farlo morire, gli impose delle terribili prove, in cui tuttavia Ercole riuscì vincitore. Queste prove si indicano come le « Fatiche di Eracle » (o di Ercole, nome latino del dio) : se ne contano dodici. Gli dèi commossi dall'eroismo meraviglioso di Eracle lo accettarono nell'Olimpo come loro pari.

I GRANDI SANTUARI
La religione greca non si praticava solamente nell'ambito della famiglia o della vita cittadina. C'erano dei grandi santuari, in cui tutti i Greci, senza distinzione di città, si riunivano per onorare le grandi divinità.
Questi santuari si chiamarono per questo panellenici (da «pan» = tutto e «elleni» = greci). Tra i più celebri si possono citare

  • Delfi, nella Grecia centrale, ove Apollo dava i suoi oracoli;
  • Olimpia, nel Peloponneso, ove i pellegrini venivano per adorare Zeus ed Era. Quivi si svolgevano le gare atletiche più celebri dell'Antichità;
  • Delo, l'isola sacra, ove erano nati Apollo e Artemide, i divini gemelli.

TESEO UCCIDE IL MINOTAURO
(vaso con figure rosse, inizio V secolo)

I santuari erano generalmente diretti. da un consiglio formato dai delegati di varie città. Le città più importanti cercavano di avere in questi consigli la massima autorità : Sparta dominava ad Olimpia, Atene a Delo; ma a Delfi non ci fu una preponderanza continua di una sola città.

 

GLI ORACOLI CELEBRI

I Greci, come gli altri popoli, cercarono di conoscere la volontà degli dèi.
Essi ricorrevano ai procedimenti della divinazione (esame delle viscere degli animali). Ma spesso consultavano i sacerdoti di certi grandi santuari, che si erano specializzati nell'interpretare i segni della volontà divina.
Al dio che parlava e ai sacerdoti che facevano conoscere la sua parola si dava il nome di oracolo.
A Dodona, nell'Epiro, i sacerdoti rispondevano alle domande dei pellegrini, dopo aver ascoltato il rumore delle foglie di una vecchissima, sacra quercia, agitata dal vento : era Giove che l'ispirava. Ma nulla eguagliava la reputazione dell'oracolo di Delfi.


PAESAGGIO DI DELFI

Qui venivano sia semplici cittadini privati che delegati inviati dalle città greche o anche da Stati stranieri. Apollo rispondeva alle loro domande mediante la Pizia; questa era una sacerdotessa, che assisa su un treppiedi (un alto sgabello a tre piedi) pronunciava le parole incoerenti che il dio le ispirava. I sacerdoti del tempio le interpretavano e davano così una risposta al quesito. La prudenza degli oracoli di Delfi era celebre; essi erano espressi in modo molto oscuro, in modo che il Dio potesse avere sempre ragione. Erodoto ci narra in proposito il seguente episodio:

«Creso, re di Lidia, l'apprese a sue spese quando attaccò Ciro, re di Persia. Fece consultare Apollo pensando che a Delfi ci fossero i soli veri oracoli seppe così che se egli faceva la guerra ai Persiani, sarebbe stato distrutto un grande impero. Ma Creso fu sconfitto dal suo nemico. Così egli inviò un'altra ambasciata a Delfi per ` domandare al Dio se non si vergognasse di aver incoraggiato Creso con i suoi oracoli ' ».
La Pizia rispose che « Creso recriminava senza ragioni : Apollo gli aveva predetto che se egli entrava in guerra contro i Persiani sarebbe stato distrutto un grande impero. Ricevendo questa risposta avrebbe dovuto, se voleva prendere una saggia decisione, domandare al dio di quale impero si parlasse ».

 


SANTUARIO DI DELFI

Ad Epidauro si affollavano ammalati e storpi. Venivano a chiedere la guarigione ad Asclepio. Si facevano dormire gli ammalati in grandi sale : i sogni che venivano loro durante la notte erano ispirati dal dio. Al loro risveglio i sacerdoti interpretavano i sogni e prescrivevano i rimedi, secondo la risposta del dio, a meno che Asclepio non preferisse compiere un miracolo. Ad Epidauro, e in altri luoghi, i templi di Asclepio erano praticamente degli ospedali. La medicina greca qui fece i suoi primi passi.

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