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UNA MALATTIA EREDITARIA: L'ANEMIA MEDITERRANEA

 
L'anemia mediterranea, detta anche talassemia, è una malattia molto diffusa sulle coste del Mediterraneo, ed è presente anche in Asia e in Africa. Questa malattia determina un aumento dei globuli bianchi e un'alterazione dei globuli rossi dei sangue. Questi ultimi diminuiscono moltissimo di numero (fino a 1 milione per mm 3) e riducono il loro volume; si impoveriscono di emoglobina e assumono forme diverse: a fuso, a pera, a barchetta.
 

Anziché mostrare la forma a lente biconvessa, i globuli rossi dei talassemici sono deformati. Il loro volume, inoltre, è minore rispetto a quelli «sani» e il colore più pallido, perché poveri di emoglobina.

I globuli rossi normali hanno forma a disco leggermente incavato al centro.

I globuli rossi di una persona affetta da anemia falciforme hanno forma alterata (a fuso, a barchetta).

 

L'anemia mediterranea è ereditaria, cioè si trasmette dai genitori ai figli, e per tale ragione può manifestarsi fin dai primi anni di vita. Essa può colpire in forma lieve ma anche in forma grave. In tal caso l'ammalato può raggiungere al massimo 14. 15 anni di età. Per curare questa malattia si ricorre alle trasfusioni di sangue o all'asportazione della milza. In questi ultimi anni si attua anche il trapianto del midollo osseo prelevato da un individuo sano. Enorme importanza hanno poi i provvedimenti da adottare per la difesa contro la malattia e cioè individuare le persone portatrici della malattia in forma lieve, detta talassemia minor, e renderle consapevoli della possibilità di avere figli gravemente malati.
Lo studio della distribuzione geografica di questa malattia mostra che sono tanto più colpite quelle zone in cui era diffusa la malaria. Vi è forse un legame fra la malaria e la talassemia? La malaria è una malattia dovuta a un parassita, il plasmodio, che, inoculato dalla puntura della zanzara Anopheles, penetra nei globuli rossi di un individuo. Ma se questi ha i globuli rossi più piccoli, più spessi e deformati, il parassita non è in grado di riprodursi in essi. Per questo motivo nelle zone malariche sono sopravvissute in maggior numero le persone portatrici della talassemia minor rispetto agli altri individui sani; a causa di ciò la percentuale di ammalati di talassemia aumenta e di conseguenza aumenta la possibilità che vengano concepiti figli ammalati in forma grave.
Benché in Italia la malaria sia stata debellata, si osserva che le regioni italiane più colpite dalla talassemia sono la Sardegna (18% di portatori sul totale della popolazione sana), il Veneto e l'Emilia-Romagna (soprattutto le zone di Rovigo [10%] e di Ferrara [11%]), le regioni cioè vicine al mare e ricche di stagni e di acquitrini, dove le larve delle zanzare che iniettano il protozoo della malaria potevano meglio svilupparsi.