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PERCHE' I CORPI IN MOVIMENTO
TENDONO A FERMARSI

La nostra esperienza ci fornisce numerosi esempi del principio di inerzia ma solo relativamente ai corpi in quiete: è evidente che un sasso resterà fermo per terra fino a quando qualche forza non agirà su di esso, come per esempio la forza muscolare di un bambino che gli dà un calcio. Molto meno convincente è l'affermazione che un corpo in moto rettilineo uniforme continua nel suo stato di moto.
La nostra esperienza infatti sembra dimostrare esattamente il contrario: qualsiasi corpo in moto, lasciato a se stesso, a un certo punto si ferma. È sbagliato il principio di inerzia o qualche forza nascosta sfugge alle nostre osservazioni?

Sai già che ci sono forze che agiscono pressoché invisibili: fra esse c'è l'attrito, la forza nascosta che determina il rallentare e il fermarsi dei corpi. Esso obbliga una nave a vincere con i suoi motori la resistenza dell'acqua per non fermarsi; determina il consumo di carburante di un'automobile, che deve vincere non solo l'attrito del suolo ma anche la resistenza dell'aria e gli attriti fra le diverse parti del motore.

Solo nello spazio interplanetario l'attrito si riduce enormemente: gli astronauti, fuori dalla navicella, devono essere ancorati con un cavo
all'astronave o avere motori "a reazione" che li spingano nella direzione voluta per non allontanarsi indefinitamente da essa, così come stabilisce il principio d'inerzia.