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S.O.S.: SOSTANZE PERICOLOSE PER L'AMBIENTE

In ogni famiglia si produce quotidianamente un certo quantitativo di rifiuti che possono essere soggetti o meno a processi di decomposizione naturale.

 

LA PLASTICA

Avete mai pensato a quanta plastica usiamo ogni giorno? Quando apriamo il contenitore dei latte, gustiamo uno yogurt o un gelato, scartiamo una rivista dal suo involucro trasparente o facciamo la spesa al supermercato...
La plastica è ormai un materiale d'uso comune e quotidiano; rinunciarvi sembra difficile, ma è necessario limitarne l'uso e, comunque, operarne il riciclaggio per svariati motivi:

  1. la plastica deriva dal petrolio ed è costosa. Per fabbricare 1 kg di plastica è necessario più di 1 kg di petrolio vergine;

  2. alcuni tipi di plastica, quando bruciano negli inceneritori, producono sostanze molto pericolose, la diossina, che causano gravi forme di inquinamento; altra plastica è colorata con sostanze velenose, che si diffondono facilmente nell'ambiente;

  3. la plastica occupa tanto spazio nelle discariche, perché si degrada molto lentamente. In Italia, il 25% del volume dei rifiuti è costituito dalla plastica.
    Riciclarla a livello industriale è possibile e facile. L'Italia è addirittura uno dei maggiori produttori di macchine industriali per il riciclaggio e la trasformazione delle plastiche, ma per assurdo ne ricicla pochissima ed è uno dei maggiori importatori di "plastica straccia"!

 

LE PILE

Le pile e le batterie ti permettono di ascoltare la radio portatile, di far funzionare il tuo robot o il tuo orologio ma possono danneggiare la salute nostra e il nostro ambiente perché contengono uno dei veleni più pericolosi: il mercurio. Il mercurio, se assorbito dall'organismo, è responsabile di avvelenamenti molto gravi. Tristemente famoso è il morbo di Minamata, un gravissimo caso di avvelenamento da mercurio avvenuto in Giappone e derivato dal consumo di pesce contaminato da questa sostanza. Fino a qualche anno fa, le pile venivano mescolate con i normali rifiuti urbani e bruciate o gettate nelle discariche. Il mercurio, e altri veleni che le pile contengono, quali il cadmio, si mescolavano così all'ambiente.
Oggi le pile vengono raccolte separatamente in appositi raccoglitori; quelle "a bottone" si possono riciclare, le altre vengono smaltite interrandole in speciali contenitori sigillati e resistenti per evitare pericolosi inquinamenti

Dal 1987, esiste una legge che obbliga Comuni ad organizzare lo smaltimento controllato di tutti i rifiuti pericolosi come, appunto, le pile. Solo pochi comuni stanno facendo la raccolta differenziata di questi materiali.