|
E intanto il Pianeta Azzurro, l'unico in cui la vita sia meravigliosamente
presente (e se esistono forme di vita simili alle nostre su altri pianeti,
queste si guardano bene dall'entrare in contatto con la nostra arrogante,
irresponsabile e invadente specie), sta soccombendo sotto i colpi che noi gli
inferiamo. Mentre corriamo in avanti per spedire a caro prezzo coloni nel cosmo,
ci lasciamo dietro un'atmosfera sempre più a rischio, foreste tropicali
devastate a ritmo sempre più rapido, una biodiversità che perde pezzi, oceani
desertifcati e inquinati, un clima in fibrillazione, moltitudini umane devastate
da fame, guerre e malattie
Ma
non importa, non importa! Presto, tra pochi anni, potremo andare a vivere su
Marte, l'acqua non manca, la tecnologia ci consentirà di coltivarvi i vegetali
in speciali cupole idroponiche, di ricavare l'ossigeno dalle rocce... Che
problema c'è? E intanto in deserti terrestri, molto più belli di quelli marziani
e con l'acqua a poca profondità, si riuscirebbe a rendere nuovamente verdi e
fertili immense regioni, un uso più oculato delle risorse e delle materie prime
della Terra consentirebbe una vita più decorosa per tutti, una maggior
responsabilità demografica potrebbe far diminuire i drammi dei paesi più
svantaggiati, le ricerche nel fondo degli Oceani (ambienti oggi meno conosciuti
che non i crateri lunari) offrirebbero ricchezze oggi ignote, una maggior
responsabilità nell'uso delle fonti di energia potrebbe salvare atmosfera e
clima, oggi in tragico degrado... Ma, come si sta procedendo nel caso del Ponte
sullo Stretto di Messina, in cui si privilegia un'opera ciclopica e non si tien
conto di necessità molto più impellenti (anche se di minor impatto immaginifico)
così il sogno prometeico della conquista della Galassia ci fa trascurare e
ignorare problemi ben più gravi della nostra Gaia, l'inimitabile e unica Madre
Terra. |
 |