Perchè assumermi                           questa responsabilità?

Non ho remore a confessare che quando mi è stata proposta la candidatura a Sindaco della città di Trapani, il primo pensiero che ha attraversato la mia mente è stato quello che apre questa breve riflessione.

Perché, già assorbito dalle responsabilità dell’azienda di famiglia, impegnato presso l’università e dall’esercizio della professione forense, marito e padre di tre bimbe, avrei dovuto mettermi in gioco, “espormi” in prima persona, rischiare in una impresa certamente ardua e difficile come assumere la guida della città ?

Anche le opinioni dei primi amici cui ne ho parlato non sono state di incoraggiamento; “ma chi te lo fa fare !!!”, è l’espressione che più volte mi è stata ripetuta.

Fortissima è stata, invero,  la tentazione di tirarmi indietro, di dire “no, grazie, sono lusingato, ma non contate su di me; dei problemi della città si occupi qualcun altro”.

Poi mi capitava di girare per le strade della nostra città, invase dai rifiuti proprio nel momento in cui, aperta all’afflusso dei turisti, avrebbe dovuto indossare il suo vestito migliore, violentata dai simboli del degrado e dell’inefficienza, come i silos dell’acqua potabile collocati in alcuni quartieri per supplire alla costante carenza dei rifornimenti idrici o i semafori quasi sempre non funzionanti o le aree destinate a verde pubblico invase da erbacce e rifiuti o le opere pubbliche lasciate incompiute o abbandonate e vandalizzate senza mai essere state utilizzate, devastata da scelte urbanistiche irrazionali che hanno generato negli anni quartieri dormitorio privi delle strutture essenziali per garantirne una piena vita sociale o che l’hanno privata di spazi di non comune bellezza come quelli delle saline o quelli limitrofi al lungomare nord, derubata del suo centro storico, nel quale i locali lasciati dagli esercizi commerciali ed il degrado delle costruzioni costituiscono il simbolo di un abbandono che pare inarrestabile.          

Ed allora riemergeva in me una rabbia mai in verità sopita, la stessa che nasceva quando visitando altre città italiane ne apprezzavo immediatamente l’ordine, la pulizia, la cura per gli spazi pubblici, il grado elevato di vivibilità e mi chiedevo “perché a Trapani non siamo capaci di creare condizioni di vita simili o addirittura migliori”?

E questa rabbia è divenuta voglia di reagire, di ribellarsi alla rassegnazione ed al fatalismo, ed ha generato la determinazione che non è più possibile aspettare che siano sempre gli altri a risolvere i problemi e che occorre impegnarsi e rischiare anche in prima persona.

Da qui la voglia di fare Politica, impegnandomi in un progetto che ha come punto di riferimento primario il significato etimologico di tale parola, ossia “agire per la città”, con la consapevolezza, tuttavia, che la rinascita di Trapani non può essere realizzata da un uomo solo, per quanto animato dalle migliori intenzioni, ma richiede l’impegno ed il contributo di tutti coloro che ad essa sono legati e che credono che le cose si possono cambiare e con l’auspicio, quindi, che la voglia di riscatto contagi tutte le forze migliori della città e le coinvolga nel cambiamento di rotta che da tempo tutti attendiamo.

Mimmo Fazio