HOME PAGE ESERCIZI
ONLINE
L'ANGOLO
FUTILE
ULTIMI AGGIORNAMENTI
REPORTAGES AREA
INFORMATICA
SCIENZA &
NATURA
MAPPA SITO
MAGAZINE ZONA
RIPETIZIONI
WEBMASTER EM@IL

L'ABC DELLE PIANTE

LA FOGLIA (1)

ARGOMENTI PRESENTI IN QUESTA PAGINA
Per accedere più velocemente clicca su un argomento

PAGINE CORRELATE


 

INTRODUZIONE

E' un organo ad accrescimento limitato e di forma laminare che si origina di lato al caule e ai rami. Il caule può presentare tipi differenti di foglie, ognuno con particolari funzioni e con una particolare morfologia. I normofilli sono le foglie normali, di colore verde, adibiti alla fotosintesi. I cotiledoni, o embriofilli, sono le foglie embrionali e hanno principalmente funzione di protezione e di riserva. I catafilli o squame si trovano nei fusti ipogei oppure, come strutture di protezione, attorno alle gemme. Gli ipsofilli o brattee sono presenti nella parte superiore del fusto, in genere negli assi fioriferi, con funzione di protezione e di richiamo degli insetti impollinatori. Gli antofilli sono foglie profondamente modificate: alcuni (sepali del calice, petali della corolla) svolgono funzione di protezione o funzione vessillare (richiamano cioè gli insetti); altri (carpelli e stamí) assolvono alla funzione riproduttiva.

 

PARTI DELLA FOGLIA

La foglia propriamente detta, o normofillo, consta di tre parti: la guaina, il picciolo e la lamina fogliare o lembo. La guaina è la parte basale, più o meno slargata, della foglia, che abbraccia parzialmente o totalmente il caule; il picciolo è la parte assile che unisce la guaina al lembo; il lembo infine è la porzione laminare della foglia e presenta due facce: la pagina superiore e la pagina inferiore e tre regioni: la base, l'apice e il margine.

La lamina fogliare è percorsa in tutta la sua estensione dalle nervature, che sono fasci conduttori, formati da legno e da cribro, direttamente raccordati con quelli che percorrono il fusto. Attraverso la porzione legnosa delle singole nervature giungono alla foglia l'acqua e i sali minerali assorbiti dalla radice; attraverso la porzione cribrosa vengono distribuite, nelle varie parti della pianta, le soluzioni zuccherine (linfa elaborata) prodotte nella foglia in seguito alla fotosintesi.

Nelle foglie a simmetria dorso-ventrale (maggioranza delle Dicotiledoni) si distingue una nervatura principale, o mediana, da cui si dipartono, su entrambi i lati, nervature secondarie più piccole; queste a loro volta possono dare origine a nervature terziarie e così via, in modo che si viene a formare una fitta rete di tessuti conduttori che percorre tutta la lamina.

 

STOMI

Sono costituiti da due cellule di forma reniforme  dette cellule di guardia che delimitano, fra loro, una piccola apertura, detta rima stomatica. L'apertura e la chiusura della rima è regolata dalla pianta stessa, in relazione alle proprie esigenze fisiologiche. Attraverso gli stomi si realizzano gli scambi gassosi (traspirazione, entrata ed uscita di CO2 02 ecc.). Nelle foglie delle Dicotiledoni gli stomi sono in genere localizzati sull'epidermide inferiore.

 

MORFOLOGIA

La foglia è un organo estremamente vario da pianta a pianta:

  • rispetto al lembo, la foglia può essere: asimmetrica; ovale; cuoriforme; spatolata; cocleariforme (ossia a forma di cucchiaio); lanceolata, ensiforme (cioè a forma di spada); vitiforme; aghiforme; acinaciforme (a scimitarra); rotonda; sagittata (a punta di freccia); astata; panduriforme (ossia a forma di chitarra); cuneiforme, flagellata (a forma di ventaglio).

  • Rispetto alla sommità del lembo, la foglia può essere: apiculata; mucronata; smarginata; ecc.;

  • rispetto al margine, la foglia si dice: intera, quando ha il margine liscio, lacerata, se presenta incisure profonde e irregolari; runcinata, se è divisa in lobi ricurvi verso il basso; ondulata, se presenta ondulazioni; sinuosa, se presenta incisure poco profonde; seghettata, se ha dentelli acuti inclinati verso l'apice; dentellata, se i denti sono perpendicolari al margine; festonata, se presenta incisure a forma di festoni; lobata, se è divisa in lobi rotondeggianti: in questo caso può essere pennatolobata o palmatolobata. Se le incisure (lobi) non arrivano alla metà del lembo, si dice pennatifida; se queste sono più profonde e oltrepassano la metà del lembo, palmatopartita; quando le incisure arrivano fin quasi alla nervatura mediana, pennatosetta o palmatosetta. Si hanno foglie bipennatosette o tripennatosette quando i singoli lobi sono a loro volta suddivisi una o due volte.