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CASTAGNO

Divisione ANGIOSPERMAE Nome Scientifico CASTANEA SATIVA
Classe DICOTILEDONI Nome Inglese EUROPEAN CHESTNUT
Ordine FAGALES Nome Francese CHATAIGNIER
Famiglia FAGACEE Nome Tedesco EDELKASTANIE
    Nome Spagnolo CASTANO
    Nome Siciliano CASTAGNU

Il Castagno è una delle piante arboree più belle; la sua altezza varia tra i 20 e 25 metri ed è molto longevo.  Il suo tronco è eretto e robusto.  Quando la pianta è giovane la corteccia è liscia ed è bruno-rossastra, con il passar del tempo diventa rugosa con profonde screpolature e prende un colore grigio-olivastro. Le foglie sono semplici, alterne, brevemente picciolate e di colore verde-scuro, lucide di sopra e più pallide e opache di sotto. I fiori unisessuali sono protetti da un involucro verde che costituisce il riccio.  I frutti sono degli acheni contenuti nel riccio. Predilige terreni acidi o neutri. Fiorisce in giugno.

Il legno è ricercato per opera (travature e tavolame), per la fabbricazione dei mobili, per farne botti, pali, viti, per sfogliati e tranciati per impiallacciatura.  Nell'industria cartaria è utilizzabile per la produzione di cellulosa. Modesto è invece il valore come combustibile perché brucia male con poca fiamma e molta cenere.  Il legno e la corteccia sono ricchi di tannino.  Le castagne sono commestibili e hanno costituito per il passato una importante base di alimentazione per le popolazioni montane.

Le informazioni riguardanti le sue origini sono contrastanti: alcuni sostengono che il castagno sia una pianta indigena dell'Italia, altri invece sostengono che fu introdotta dall'oriente.  In Sicilia è parecchio diffuso nella parte settentrionale dell'isola; sull'Etna (nei pressi di Sant'Alfio) si può ammirare un esemplare dell'età di circa duemila anni e del perimetro di oltre cinquanta metri detto "Castagno dei cento cavalli" perché sotto la sua ampia chioma, ricca di foglie e di frutti, alcuni secoli fa trovarono rifugio cento cavalleggieri.