| Divisione | GIMNOSPERMAE | Nome Scientifico | CUPRESSUS SEMPREVIRENS |
| Classe | CONIFEROPSIDA | Nome Inglese | ITALIAN CYPRES |
| Ordine | CONIFERAE | Nome Francese | CYPRES COMMUN |
| Famiglia | CUPRESSACEAE | Nome Tedesco | GEMEINE CYPRESSE |
| Nome Spagnolo | CIPRES COMUN | ||
| Nome Siciliano | NUCIPERSICU |
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Il Cipresso, pianta molto longeva, ha un portamento sganciato e la sua altezza varia dai 15 ai 25 metri. La chioma è a forma conico-piramidale e di colore verde cupo. La corteccia è di colore bruno-grigiastro ed è fittamente fessurata. Il tronco è diritto e colonnare, molto ramoso sin dal basso. Le foglie sono a forma di squama, di colore verde-grigio, e rimangono sulla pianta dai due ai tre anni prima di cadere. Il frutto è una galbula ovale di colore verde-argenteo lucente. Fiorisce da febbraio a maggio. Il legno, duro e di lunghissima durata, è molto apprezzato per la costruzione di mobili e serramenti. In ebanisteria si usa in particolare per farne cassapanche e armadi. Da remota antichità il Cipresso fu considerato albero funebre, da collocare accanto alle tombe. Si diceva che una volta tagliato non potesse più ricrescere e diventò quindi il simbolo della morte. Ripetono insistentemente questa tradizione tutti gli autori latini, come Virgilio, Lucano, Ovidio. Ancora oggi i nostri Cimiteri conservano la tradizione di adornarsi di filari di cipressi. Un tempo il legno era utilizzato come legname per costruzioni navali (gli antichi lo credevano incorruttibile e risulta che le navi dei Fenici e quelle della flotta di Alessandro Magno siano state costruite con legno di cipresso, come pure le porte di S. Pietro a Roma che risalgono all'epoca di Costantino il Grande). |
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Dalle foglie, dalle bacche e dalla corteccia, si può distillare un'essenza che trova impiego nell'industria chimica e farmaceutica (decotti contro i reumatismi ecc.). Tiene lontano le tarme perché è gradevolmente odoroso. Questa pianta è originaria di alcuni paesi dei Mediterraneo (Grecia, Libano, Rodi, Cipro) e fu introdotta in Italia e in Sicilia fin dal tempo dei Romani.
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