HOME PAGE ESERCIZI
ONLINE
L'ANGOLO
FUTILE
ULTIMI AGGIORNAMENTI
REPORTAGES AREA
INFORMATICA
SCIENZA &
NATURA
MAPPA SITO
MAGAZINE ZONA
RIPETIZIONI
WEBMASTER EM@IL

TARTARUGA MARINA

Classe RETTILI Nome Scientifico CARETTA CARETTA
Ordine CHELONI    
Famiglia CHELONIDE    

Un tempo diffusa lungo tutte le spiagge siciliane e quelle delle piccole isole, è oggi notevolmente più rara. La massiccia antropizzazione ha distrutto i luoghi di nidificazione e di sosta; la pesca e l'indiscriminata uccisione degli adulti e dei g vani da parte dei pescatori e dei turisti hanno contribuito alla rarefazione questa specie lungo le nostre coste. Abita, le acque poco profonde o con deboli correnti calde e temperate e fino a poco tempo fa il Mediterraneo ha rappresentato l'habitat ideale. La sua dieta è costituita da molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi pesci ed alghe. Abitualmente solitaria, trascorre sua vita quasi esclusivamente in mare radunandosi in branchi all'epoca degli amori ed intraprendendo lunghi viaggi anche di centinaia di chilometri, per raggiungere i luoghi di deposizione. L'ovodeposizione avviene ogni due o tre anni, preferibilmente in , spiagge deserte, di notte o all'alba.

Il nido viene scavato nella rabbia ad una profondità variabile da 20 a 70 centimetri, ad una distanza da 5 a 30 metri dalla battigia. Le uova, circa un centinaio, sono biancastre e sferiche. La buca, dopo la deposizione, viene accuratamente ricoperta con sabbia ed ogni traccia superficiale viene eliminata per non attrarre i predatori. I piccoli nascono dopo circa due mesi con un carapace di circa 4?5 centimetri di lunghezza. Il momento della nascita è il più pericoloso per l'enorme vulnerabilità dei piccoli che nel minor tempo possibile dovranno raggiungere il mare, orientandosi con l'intensità luminosa riflessa dalla superficie dell'acqua. Durante il tragitto i piccoli costituiscono una facile preda per ratti e gabbiani; raggiunta l'acqua devono superare la predazione da parte dei pesci. Anche le uova possono essere predate durante l'incubazione da ratti e volpi o danneggiate dalle attività antropiche. Delle giovani tartarughe soltanto poche raggiungono la maturità superando il metro di lunghezza ed un pero da 80 a 450 chili. In Sicilia sono stati recentemente accertati cinque siti di nidificazione di Tartaruga marina; sarebbe auspicabile limitare le attività antropiche negli ultimi arenili scelti da questa specie sempre più minacciata.