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UVA O VITE

Divisione ANGIOSPERMAE Nome Scientifico VITIS VINIFERA
Classe MONOCOTILEDONI Nome Siciliano RACINA
Ordine RHAMNALES    
Famiglia VITACEAE    

La vite, originaria del Caucaso, ma ritenuta spontanea nella zona Mediterranea anche durante il periodo quaternario, è coltivata da tempi immemorabili in tutte le regioni temperato-calde, ed è una pianta sarmentosa (o a fusto rampicante) che si attacca ai sostegni mediante viticci rameali (di derivazione fogliare). L'apparato epigeo della pianta di vite si compone di una serie di organi, di seguito elencati procedendo in ordine ascendente lungo il ceppo:

  • pedale (regione basale del fusto)

  • tronco (regione mediana del fusto)

  • branche (rami di più anni che originano dal fusto)

  • tralci (rami di un anno che originano dalle branche) 

  • germogli o sarmenti (rami erbacei dell'annata in corso)

Il tralcio si compone di lunghi internodi separati tra loro da nodi.

Le foglie sono alterne (una foglia per nodo con punto di inserzione altalenante destra / sinistra), la pagina superiore e liscia e priva di stomi tranne che lungo le nervature principali.

I fiori della vite sono riuniti in una inflorescenza detta racemo di racemi, grappolo o pannocchia, inserita sul nodo in posizione opposta alla foglia. Il singolo fiore di vite si compone di: calice gamosepalo (i 5 componenti del calice sono concresciuti e poco sviluppati), 5 petali generalmente verdi (rosa nel Moscato rosa), 5 stami. La sessualità della vite è molto complessa in quanto sulla stessa pianta possono trovarsi differenti tipi di fiori (in passato la vite era dioica e lo sono ancora alcune viti americane e loro ibridi): fiori ermafroditi (la forma piu’ comune nella vite europea); fiori maschili (frequenti nelle viti americane), fiori femminili (viti americane e qualche varieta’ europea – Picolit, Moscato rosa, Lambrusco di Sorbara).

Il frutto detto grappolo è in realtà una infruttescenza (o frutto composto) può assumere 6 differenti forme:

  • conico o piramidale;

  • cilindrico;

  • alato (1 o 2 ramificazioni del rachide);

  • troncato (tronco di cono);

  • composto (con piu’ ramificazioni); 

  • doppio (2 grappoli che si dipartono da una ramificazione del peduncolo);

Il frutto della vite o acino è una bacca (frutto carnoso con epicarpo sottile ed endocarpo carnoso) e si compone di: 

  • epicarpo o buccia cutinizzata e priva di stomi. Esternamente all’epidermide si forma la pruina (contiene acido tartarico, composti fenolici).

  • mesocarpo o polpa contenente zuccheri, acidi, minerali, proteine ecc.

  • endocarpo (regione dei vinaccioli)

VITI E VINI DELLA PROVINCIA DI TRAPANI
Trapani è la più importante provincia vitivinicola. Inoltre, la vitivinicoltura, qui, è tra le più antiche della Sicilia. Vasi vinari ritrovati a Mothya, attestano una produzione di vino già nel VIII-VI secolo a. C.
Nel trapanese le varietà di uva coltivate sono i vitigni bianchi sono rappresentati dal Cataratto, dal Grillo, dal Grecanico, dallo Zibibbo e dal Damaschino. Intorno agli anni '70, inoltre, è stata reintrodotta l'Inzolia, un vitigno tipico che stava per scomparire. Per le uve nere il Nerello mascalese, il Frappato ed il Calabrese, chiudono il panorama delle varietà.
Per quanto riguarda i tipi di vino che si ottengono da queste uve, prevalgono i vini bianchi ottenuti dalle uve Cataratto. I vini migliori della provincia, e tra i migliori della Sicilia, si ottengono tuttavia con le uve Inzolia, Grillo e Grecanico.  L'uva Grillo, invece, è componente essenziale del vino Marsala, sicuramente il più celebre vino trapanese, prodotto fin dal XVIII secolo.