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ROMA ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO: LE GUERRE PUNICHE

LA PRIMA GUERRA PUNICA:
ROMA OTTIENE LA SICILIA, LA SARDEGNA, LA CORSICA

Per secoli i rapporti tra Roma e Cartagine erano stati buoni : Roma era una potenza esclusivamente terrestre, mentre Cartagine era potenza marittima. Nella metà del III secolo esse sono divenute le due più grandi potenze del Mediterraneo Occidentale.

Roma è giunta fino a Reggio, mentre Cartagine possiede buona parte della fertile Sicilia. Le diffidenze reciproche e le gelosie cominciano ad apparire. E nel 264 scoppia all'improvviso tra i due Stati il primo conflitto che durerà 23 anni e che terminerà con la vittoria di Roma. Ma quale fu la causa occasionale di esso ?

Procediamo con ordine. In quel tempo in Sicilia c'erano certi soldati mercenari di origine campana, i Mamertini (cioè uomini di « Mamers », di Marte) : questi, licenziati dal sovrano di Siracusa, durante il viaggio di ritorno alla loro terra s'impadroniscono di Messina, ove commettono atti di violenza di ogni genere sulla popolazione.
Siracusa intendeva punirli : nel timore del sovrano siracusano i Mamertini chiedono aiuto ai Cartaginesi, che non si fanno pregare due volte per entrare in Messina.


LE GUERRE PUNICHE

Ben presto i Mamertini si accorgono che i Cartaginesi sono alleati scomodi chiedono allora aiuto ai Romani che si trovano a Reggio, sull'altra riva dello Stretto. Il Senato romano esita ad intervenire: ma alla fine decide di far passare alle sue truppe lo Stretto : la Sicilia è un granaio così ricco e tentatore, che val la pena di affrontare una guerra. E guerra è.

Dal 264 al 256 Roma riporta grandi vittorie in Sicilia e respinge i Cartaginesi all'estremo ovest dell'isola: Gerone di Siracusa diventa alleato dei Romani. Questi, vincitori per terra, vogliono ora misurarsi con Cartagine sul mare. Preparano una flotta che nel z6o riporta una splendida vittoria sui Cartaginesi a Milazzo. Come mai i Romani vincono anche per mare?

Il segreto è in certi ponti levatoi, i corvi, che i Romani hanno costruito sulle loro navi. Essi servono per agganciare le navi cartaginesi e trasformare così il combattimento navale in battaglia terrestre sul ponte delle navi stesse . Nel 256, dopo tanti successi e allo scopo di finire la guerra, il console Attilio Regolo sbarca audacemente in Africa. Ma qui le cose non vanno bene.


BIREME ROMANA: rilievo su pietra (Roma - Musei Vaticani)

Lontani dalle loro basi e terrorizzati dai numerosi elefanti da combattimento usati dai Cartaginesi, i soldati romani si fanno battere : 5.000 legionari e lo stesso Regolo sono fatti prigionieri. Una sconfitta navale nel 249 aggrava ancora questo disastro. Ma Roma ben presto si riprende e respinge di nuovo i Cartaginesi all'estremo angolo occidentale dell'isola. Nel 241 Roma, in una formidabile battaglia navale alle isole Egadi, vince Cartagine, che è ormai costretta a chiedere la pace.

Essa è concessa a miti condizioni:
- cessione della Sicilia e delle isole poste tra questa e l'Africa, che formano la prima provincia romana;
- proibizione di navigare con quinqueremi nei mari italiani;
- pagamento in io anni di una indennità di guerra (3200 talenti d'argento = 18 milioni di lire oro).

Si chiude così il primo atto del grande dramma.