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Tra la prima e la seconda guerra punica passano circa 2o
anni. Roma durante questo tempo approfitta di buone occasioni e occupa la
Sardegna e la Corsica, che diventano la seconda provincia romana;
inoltre invade la pianura padana, la conquista e la trasforma in una provincia,
la Gallia Cisalpina, in cui vengono fondate varie colonie come Mutina
(Modena), Placentia (Piacenza), Cremona.
I cartaginesi da parte loro cercano di compensare le perdite subite,
conquistando la Spagna meridionale, dove si trovano ottime miniere di argento e
di ferro e dove l'agricoltura è fiorente ed è facile trovare buoni soldati
mercenari per l'esercito cartaginese.

ANNIBALE: presunto ritratto
I progressi compiuti da Cartagine in Spagna non sfuggono a
Roma, che se ne preoccupa molto. E quando il generale cartaginese Annibale
nel 219 si impadronisce di Sagunto, città alleata di Roma, posta a sud
della foce dell'Ebro, Roma dichiara guerra.
E qui comincia l'offensiva folgorante dei Cartaginesi,
guidati da uno dei più grandi e geniali condottieri che mai l'umanità abbia
visto : Annibale, della potente famiglia dei Barca . Questi parte da
Sagunto nell'estate del 218 con 90.000 soldati di fanteria, 12.000 cavalieri e
38 elefanti superai Pirenei, il Rodano, valicale Alpi, malgrado il freddo, i
precipizi e irrompe nella pianura padana.
I Romani sorpresi sono sconfitti due volte: le popolazioni della Gallia,
da poco sottomesse, si ribellano e passano ad Annibale. Un nuovo esercito romano
comandato dal console Flaminio tenta di fermarlo, ma viene sconfitto gravemente
sul lago Trasimeno: lo stesso console cade in battaglia. Sembra che la
via di Roma sia libera per l'esercito di Annibale, ma il capo cartaginese non
avanza verso la capitale nemica, ma va verso le Puglie e poi passa in Campania.
Roma non si perde d'animo : nomina un dittatore, Fabio Massimo, detto il
Temporeggiatore, perché non affronta in campo aperto i Cartaginesi, ma li
tormenta con piccole imboscate e rapidi colpi di mano.

LAGO TRASIMENO
qui Annibale distrusse l'esercito romano del console Flaminio
Ma nel 216 un impaziente e presuntuoso console romano
sfida in campo aperto Annibale a Canne sulle rive dell'Ofanto. I Romani
sono sconfitti clamorosamente: più di 50.000 sono i caduti romani a Canne e tra
essi figurano 80 senatori ! Una vera disfatta !

PIANURA DI CANNE
La colonna ricorda la battaglia del 216 in cui i romani furono sconfitti
Tuttavia Annibale esita ancora ad attaccare direttamente la
stessa città di Roma, tanto che un suo generale gli dice con aria di sfida : «
Tu, o Annibale, sai vincere in battaglia, ma non sai profittare della vittoria
». Roma, pur stremata, s'impegna con una tenacia eroica a preparare nuove
legioni : arruola anche gli schiavi. È un'ora tragica : tuttavia sono numerosi
gli alleati italici rimasti fedeli. Intanto dalla Spagna sta arrivando con
copiosi rinforzi di uomini il fratello di Annibale, Asdrubale: al Metauro
viene affrontato dai Romani, sconfitto ed ucciso (207). È un grave colpo per
Annibale, il cui esercito si è anch'esso indebolito nella lunga guerra.
Intanto un giovane e abilissimo generale, Publio Cornelio
Scipione, si è fatto strada : ha già conquistato tutta la Spagna ed ora
riprende l'idea di Regolo, cioè portare la guerra in Africa, proprio sotto le
mura dell'odiata Cartagine. La città punica, angosciata nel vedere
improvvisamente la guerra alle sue porte, richiama in patria Annibale : così
l'Italia è liberata.
Nel 202, ad ovest di Cartagine, a Zama si
svolge una delle più grandi e decisive battaglie nella storia del mondo.
I Cartaginesi vengono sconfitti: di essi ben 20.000 cadono uccisi ed altrettanti
vengono fatti prigionieri. Annibale si mette in salvo con la fuga. Canne è ormai
vendicata. Cartagine chiede ed ottiene la pace, ma a durissime condizioni:
- consegna di tutte le navi da guerra, tranne dieci;
- cessione di tutti i possessi cartaginesi fuori dell'Africa;
- impegno a non fare mai guerra, senza l'autorizzazione di Roma; - pagamento di
un'enorme
indennità di guerra, da pagare in 50 anni,
- riconoscere il regno di Numidia a Massinissa, fedele alleato dei Romani.
E il triste tramonto della grande potenza cartaginese.
L'astro che ormai illumina con la sua
potenza il Mediterraneo è Roma.
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