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LA RELIGIONE GRECA: GLI DEI, I CULTI, I SANTUARI

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DIONISIO SU UN BATTELLO

COME ERANO GLI DEI GRECI
I Greci furono politeisti, cioč adorarono numerosi dči.
Il primo ed il piů grande di essi era Zeus, il dio del cielo e del tuono, la cui dimora si trovava nell'Olimpo coperto di nubi. Lo circondava una diecina di altre divinitŕ principali : al di sotto di queste esisteva la massa innumerevole delle divinitŕ secondarie. L'immaginazione fervida dei Greci ne aveva popolato la natura le acque dei fiumi e delle sorgenti, i boschi ed i mari erano pieni di divinitŕ. Ad ogni passo, ad ogni gesto, il greco pensava che poteva incontrare qualche dio. Per questo le sue preghiere e le sue offerte erano necessariamente cosě frequenti. Tuttavia egli non si sentě mai schiacciato dalla maestŕ e potenza degli dči, dei quali sentiva ovunque la presenza. Come se li rappresentava?

Nessuna religione ha mai avvicinato tanto il mondo degli uomini a quello degli dči. I Greci immaginavano i loro dči con un aspetto totalmente umano e cosě essi ci appaiono nelle opere di scultori e pittori. Questa rassomiglianza non era solamente fisica; si dava agli dči un comportamento umano, passioni umane, ed il bisogno di intervenire negli affari degli uomini (antropomorfismo). Ma gli dči erano forti, infinitamente piů potenti degli uomini : ed inoltre erano immortali.

ERCOLE E CERBERO

ERCOLE NELL'OLIMPO

Ma da dove venivano gli dči ? Perché possedevano questo o quel potere? Come si erano diviso il mondo? Quale posto riservavano all'uomo? Queste domande ed altre ancora i Greci si posero e con una immaginazione inesauribile seppero inventare innumerevoli racconti, in cui gli attori erano gli dči le loro meravigliose avventure permettevano di rispondere a queste domande. Questi racconti sono stati chiamati miti: e prende il nome di mitologia la scienza che ordina e raggruppa i miti. Alla meravigliosa fonte della mitologia dall'antichitŕ ai nostri giorni hanno attinto gli artisti di tutto il mondo.

IL MONDO DEGLI DEI
Sugli uomini e sugli altri dči l'autoritŕ di Zeus (foto a destra) era indiscussa: egli era il dio supremo. Dall'alto dell'Olimpo il suo sguardo abbraccia tutto il mondo. Sono suoi fratelli Poseidone (il Nettuno dei romani) e Ade (il Plutone dei romani) : il primo č il re del mare, mentre il secondo č il sovrano del mondo sotterraneo dei morti (gli Inferi) oltre che dio della ricchezza. Infatti nel suolo si trovano i metalli preziosi e in esso germogliano i cereali. Giove ha come moglie Era, dea della feconditŕ. Gli altri dči erano figli di Zeus.
Atena non aveva avuto madre : era nata tutta armata dal cervello di Giove, un giorno che il sommo dio soffriva di emicrania. Essa era la dea dell'intelligenza e dell'arte militare. Il suo culto era molto importante perché era la patrona di Atene, a cui aveva fatto dono del prezioso olivo.
Artemide (Diana) ed Apollo erano gemelli, nati nell'isola di Delo, che ebbe sempre uno dei loro piů grandi santuari. Artemide era dea della caccia : regnava sugli animali selvaggi.
Apollo, il piů bello degli dči si identificava con il Sole : dio di equilibrio e di armonia presiedeva alla musica ed alla poesia.
Messaggero degli dči era Hermes (Mercurio) : veniva rappresentato con sandali alati, cappello e bastone. Proteggeva i viaggiatori e i commercianti, i pastori e le loro greggi ma anche... i ladri.
Efesto (Vulcano) era certamente il dio piů brutto : era rimasto zoppo perché da piccolo era stato lanciato dall'Olimpo sulla terra. Spesso sporco, coperto di sudore e di fuliggine, era sempre a lavorare nella sua bottega, che i Greci collocavano sull'Etna, il vulcano della Sicilia. Aiutato dai Ciclopi egli fabbricava le armi ed il mobilio dell'Olimpo : per questo era considerato patrono di tutti gli artigiani, che utilizzavano il fuoco, specialmente i fabbri e i vasai.
Al piů brutto degli dči, secondo i Greci, fu data in moglie la piů bella delle dee : Afrodite (Venere). Forse volevano con ciň significare che la bellezza puň essere data come premio all'abile lavoro manuale.
Afrodite, dea della bellezza e dell'amore, proteggeva la feconditŕ: tuttavia, dicevano maliziosamente i Greci, spesso essa preferiva la compagnia del terribile Ares (Marte), il dio della guerra a quella del suo legittimo sposo, il fabbro zoppo.
Dioniso (Bacco) era poi il dio del vino e naturalmente della... ubriachezza proteggeva i contadini e le loro colture. Andava in giro per il mondo con il numeroso corteo di Satiri (uomini con zampe caprine e corna) e di Ninfe.


CERIMONIA FUNEBRE

L'elenco degli dči greci non finisce qui : altri ve n'erano, come Core o Persefone, dea delle messi, sposa di Ade. Essa viveva per nove mesi sulla terra in compagnia della madre Demetra : e allora la terra era ridente e si copriva di fiori e di messi. Poi per tre mesi ridiscendeva sotterra, presso il marito : ed allora sulla terra la vegetazione moriva.
Asclepio (Esculapio) era il dio guaritore delle malattie i suoi templi furono i primi ospedali.
Le Nove Muse, figlie di Apollo, ispiravano e proteggevano artisti e scienziati.
La religione greca lasciava gli uomini liberi e felici di vivere nel mondo : il sentimento di peccato e di colpa mancava. Tuttavia gli dči imponevano certe regole morali da rispettare: ad esempio, bisognava essere giusti, rispettare le leggi dell'ospitalitŕ.
Inoltre gli uomini dovevano comportarsi con saggezza e misura, evitando l'amore eccessivo della ricchezza e del potere e ricordandosi sempre che erano esseri fragili ed inferiori agli dči immortali. Altrimenti l'orgoglio e la superbia, avrebbero attirato il castigo spietato degli dči. Cosě scriveva il grande poeta tragico Eschilo : Nessun uomo deve avere pensieri superiori alla sua condizione di essere mortale. Quando la mancanza della giusta misura matura, produce la spiga dell'errore e la messe che se ne raccoglie non č fatta che di lacrime.
Sembra quasi di sentire il richiamo cristiano del Ricordati, o uomo, che sei polvere e che in polvere tornerai.

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