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RACCONTARE

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RACCONTARE GLI ALTRI

Nel secondo caso (raccontare degli altri), la produzione narrativa scritta si concretizza, partendo dal tipo di opera più complessa e di massimo coinvolgimento dell'autore, fino alla più semplice, nelle seguenti forme:

 

IL ROMANZO

L' opera narrativa in prosa per eccellenza nella quale si ritrovano le caratteristiche tipiche - ne parleremo tra poco - del raccontare. Infatti, un romanzo è una narrazione articolata di una certa ampiezza con varietà di situazioni, complessità di vicende e coinvolgimento di uno o più personaggi. Vi sono romanzi importantissimi che rappresentano interi momenti di civiltà o affrescano epoche e popoli o scandagliano i grandi problemi dell'uomo. Non si può fare a meno di leggerli se si vogliono porre le basi della cultura. Ma vi sono anche romanzi meno impegnativi e più «divertenti» per chi vuole cominciare.


LA NOVELLA

Un racconto di dimensioni ridotte, che potrebbe definirsi un piccolo romanzo, ma in realtà non lo è in quanto la sua struttura è assai meno complessa, articolandosi in genere attorno ad una situazione, pur con le possibili variazioni. Anche la novella ha avuto nel passato grandi autori, basti pensare a Giovanni Boccaccio e al suo «Decamerone». Oggi è un genere meno diffuso, ma sempre vivo.


LA FAVOLA

Breve forma di narrazione, di origini antichissime e quindi di stile e struttura narrativa molto semplice. La «favola» è caratterizzata da due elementi: uno riguarda i personaggi che per lo più sono animali personificati; l'altro riguarda la finalità del racconto che tende a proporre un insegnamento morale. Assai celebri nell'antichità le favole di Esopo e di Fedro, ma non meno piacevoli e vive quelle di La Fontaine e quelle di Gioacchino Belli e di Trilussa, queste due ultime in dialetto romanesco.


LA FIABA

Una forma narrativa anch'essa assai antica, molto simile alla favola per semplicità di concezione, ma ben distinta sotto altri aspetti, come, ad esempio, per i personaggi, in genere del tutto irreali (fate, maghi, folletti, ecc.), per la trama narrativa, normalmente assai più ricca e fantasiosa della favola, ed infine per la finalità morale che, pur se spesso implicita, vi appare attenuata e sfumata e comunque non determinante. Difficile non ricordare le fiabe dei fratelli Grimm e quelle di Andersen e tra le più recenti quelle di Gianni Rodari.


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