HOME PAGE ESERCIZI
ONLINE
L'ANGOLO
FUTILE
ULTIMI AGGIORNAMENTI
REPORTAGES AREA
INFORMATICA
SCIENZA &
NATURA
MAPPA SITO
MAGAZINE ZONA
RIPETIZIONI
WEBMASTER EM@IL

LA STORIA DELLE PAROLE:
STRUMENTI DI LAVORO DELLO SCOLARO

LIBRO E VOLUME

Il primo, dal latino liber, corteccia interna degli alberi (parola ancora usata in questo significato in botanica), su cui in antico si scriveva; il secondo dal latino volumen (dal verbo volvere = avvolgere), ossia rotolo formato con tante strisce sottili, ottenute tagliando il fusto della pianta palustre egiziana, detta papiro; queste liste, larghe circa 35 cm., venivano messe a macerare e poi incollate a due a due in modo che le fibre della faccia inferiore fossero disposte in senso inverso a quelle della faccia superiore e lo spessore di ogni striscia così ottenuta risultasse doppio di quello di ogni singola striscia. Riunendo parecchie di queste liste doppie, nel senso della lunghezza, si formava il volume, di lunghezza varia, magari fino a 80 metri. Si scriveva solo nella parte interna del rotolo, in tante colonne i cui margini erano paralleli alla larghezza del rotolo.
In seguito ai moderni sistemi di fabbricazione della carta e all'invenzione della stampa il libro giunse gradatamente alla forma attuale.


QUADERNO

Dal latino quater, quaternus, riferito a quattro fogli di carta messi insieme, come s'usava in antico, mentre noi oggi sogliamo contare i fogli a quinterni e comporre un quaderno con molti di essi.


CALAMAIO

Dal latino calamarium, era in origine l'astuccio in cui si tenevano le cannucce (di osso, di metallo) appuntite, dette càlami, con cui si scriveva. Poi passò a indicare la boccetta in cui si intinge la penna (càlamo).


PENNA

I Romani scrivevano con il calamus o stilus, appuntito da una parte (e appiattito dall'altra per cancellare), incidendo su tavolette coperte di un leggero strato di cera, e in seguito intingendolo in sostanze coloranti per scrivere sul papiro o sulle pelli, ma poi venne l'uso di servirsi di penne d'oca appuntite; da ciò è rimasto il nome alle penne di ogni tipo di cui ci serviamo noi oggigiorno.


MATITA

Dal latino haernatiles (a sua volta derivato dal greco), pietra rossa che serviva per disegnare, da cui è derivata la parola matita da noi usata in senso generico, senza fare distinzione di colori. Abbiamo anche il vocabolo lapis (= pietra) che deriva dal latino.


INCHIOSTRO

Dal latino encaustum (a sua volta derivato dal greco), umore di color nero o variamente colorato ricavato da materie varie, per disegnare e scrivere. Da encaustum derivò encosto e inchiostro.