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Oggi la qualifica di MERCANTE viene attribuita a chi esercita il commercio e l'aggettivo MERCANTILE significa tutto ciò che è attinente al commercio. Il matematico Leonardo Pisano, detto Fibonacci, pubblicò nel 1202 il suo Liber Abbaci che è considerato a ragione il primo organico trattato delle conoscenze di aritmetica e di calcoli mercantili dell'età moderna. In seguito un altro matematico italiano, Luca Pacioli (1445-1509), sviluppò ampiamente e diffuse le idee di Fibonacci. Sulla scia delle intuizioni dei due matematici ebbero origine, nei più grossi centri commerciali europei, le cosiddette SCUOLE D'ABACO, che avevano la finalità di preparare i futuri mercanti a FAR DI CONTO, a risolvere problemi inerenti all'attività commerciale, a valutare pesi e volumi delle merci, ad operare cambi sulle monete, ecc. Tali scuole ebbero enorme sviluppo e prepararono la classe dirigente di allora a familiarizzare con le più avanzate tecniche contabili. Fibonacci ebbe il merito di volgere i suoi interessi non solo alla teoria, ma anche alla pratica, in contrasto con il pensiero degli antichi. |
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Il filosofo greco Platone (427-347 a.C.) affermò che la scienza dei numeri non deve essere
usata per vendere e comperare come fanno i mercanti ed i bottegai,
ma per elevare l'animo alla contemplazione delle verità eterne.
Ai tempi di Fibonacci e di Pacioli il significato di MERCANTE
era molto più ampio di quello attuale e con tale vocabolo si
definivano anche i banchieri, gli armatori, i cambiavalute, i grossi
importatori ed esportatori, gli assicuratori, ecc.; la qualifica di
mercante aveva più il significato dell'attuale MANAGER che
non quello che siamo soliti oggi attribuirle. |
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