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GLI
EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SULLA BIODIVERSITA'
Il clima è sempre stato estremamente variabile, soprattutto in certe regioni del nostro Pianeta. Molti dei cambiamenti sono di origine naturale, ma alcuni altri sembra ormai certo siano determinati dall'uomo. In particolare, l'uso dei combustibili fossili, dalla Rivoluzione industriale in poi, ha determinato un impressionante aumento dell'anidride carbonica del 25% negli ultimi 200 anni e, come ormai tutti ben sanno, la C02 è un importante gas serra. Ormai da tempo gli scienziati si interrogano sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, cosa non facile da appurare per la necessità di disporre di serie di dati
pluridecennali, sul clima e sulla biodiversità stessa. Tuttavia, anche in questo campo, come per i livello del mare o i fenomeni meteorologici, alcuni campanelli di allarme sono già suonati. Gli anni '90 sono stati il decennio più caldo da quando sono disponibili strumenti di misurazione affidabili (circa 1860). Cosa siamo in grado di dire in merito a ciò? Per prima cosa occorre guardare nel posto giusto. Infatti in ambienti estremi gli effetti appaiono più evidenti. Il WWF, insieme al World Conservation Monitoring Centre
(WCMC) e al Conservation of Arctic Flora and Fauna ha prodotto recentemente il primo rapporto sull'impatto dei cambiamenti climatici sulle specie di uccelli acquatici artici da cui emerge che il successo riproduttivo di alcune specie è correlato alla temperatura media del mese di giugno.
IN
LINEA GENERALE GLI EFFETTI SULLA
BIODIVERSITA' POSSONO ESSERE DI DIVERSO TIPO
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Spostamento
della distribuzione delle specie animali e vegetali: ciò
avviene, ovviamente, in mancanza di barriere geografiche che possano
impedire alle specie e alle comunità di migrare.
A un riscaldamento del clima corrisponde uno spostamento
verso latitudini e altitudini più elevate.
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Riduzione della diffusione e delle popolazioni:
ciò può avvenire a causa della presenza di barriere naturali, o
create dall’uomo che limitano la possibilità di spostamento delle
specie. Basti pensare a
molte delle nostre aree protette circondate da ambienti
(urbanizzati, agricoli, ecc.) incapaci di ospitare le specie o le
comunità
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Cambiamenti nel modello delle precipitazioni ed
evaporazione: più che la quantità delle precipitazioni, si
stanno registrando cambiamenti nel pattern, ovvero la quantità di
acqua è fortemente concentrata in brevi periodi dell’anno. Ciò
pone a serio rischio formazioni forestali pluviali e ripariali e
innesca preoccupanti fenomeni di desertificazione.
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Rapidi cambiamenti: un fattore di
preoccupazione è rappresentato dal rapido tasso di cambiamento dei
fattori climatici, più rapido del tasso di evoluzione delle specie
e degli ecosistemi.
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Cambiamento
delle linee di costa: sono a rischio gli ecosistemi più ricchi
di biodiversità, quelli delle zone marginali tra terra e mare, gli
estuari, gli habitat costieri.
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Riscaldamento
degli oceani: sono a rischio le barriere coralline, altro
ambiente estremamente ricco di biodiversità.
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Effetti
chimici: oltre al riscaldamento del pianeta, le elevate
concentrazioni di gas serra, in particolare di anidride carbonica,
ha importanti effetti sul processo fotosintetico, riducendone
l’efficienza.
GLI
AMBIENTI PIU' A RISCHIO
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Zone
umide interne: un aumento di 3-4 gradi potrebbe eliminare l'85%
delle zone umide, con evidenti implicazioni sul loro ruolo per le
specie migratrici
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Foreste:
riduzione delle foreste in alcune aree del Pianeta con effetti di
feedback sul clima locale
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Foreste
pluviali di montagna: attraverso l'espansione della foresta alle
basse quote
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Foreste
boreali: spostamento verso le alte latitudini con riduzione
della superficie
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Ecosistemi
artici: riduzione della tundra in termini di superficie e di
specie presenti
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Ecosistemi
artici: invasione delle formazioni arbustive e forestali negli
ambienti di prateria alpina
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Ambienti
insulari di scarsa elevazione: riduzione delle terre insulari
con scomparsa di colonie di uccelli marini
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Ambienti
aridi e semi-aridi: ci si attende deserti più caldi e secchi
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Barriere
coralline: l'aumento della temperatura del mare ne causa la
morte
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Mongrovie:
riduzione per scomparsa delle aree di transizione terra-mare
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