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LA STORIA DI LUCY

Il 24 Dicembre 1974 il paleontologo statunitense Donald Johanson trovò lungo un assolato pendio di una valle dell'Etiopia il frammento di un osso di braccio che spuntava dal suolo. "Il battito del mio polso stava aumentando" scrive Johanson, "perché mi trovavo di fronte a un antichissimo ominide". Altri frammenti erano sparsi lungo il pendio; pezzi di cranio, una mandibola, le ossa dei braccio, un femore e alcuni pezzi della gamba destra. Johanmson e il suo collaboratore Tom si misero a gridare e ballare e si abbracciarono per la gioia.

 

UN'ANTICA PROGENITRICE

L'importanza di quel ritrovamento fu eccezionale nel mondo della paleoantropologia: non si possedevano di quell'individuo solo tre o quattro denti, o una parte della scatola cranica, come si era verificato per altri ritrovamenti, ma le ossa rappresentavano il 40% di un intero scheletro, cosicché si poteva stabilire che quell'essere camminava su due gambe, proprio come noi. Non era più una scimmia, ma era una minuscola femmina umana, alta poco più di un metro, di circa vent'anni e persino con qualche segno di artrosi. Quell'anno la radio del campo dove era avvenuta la scoperta trasmetteva una canzone dei Beatles, Lucy in the sky with diamonds, e fu per questo che, in tutto il mondo, la piccola donna della pianura di Afar divenne nota con il nome di Lucy, anche se il suo nome scientifico è Australopithecus afarensis.


CRANIO DI LUCY

 

LUCY, «SEI MERAVIGLIOSA»

Ma chi è Lucy e che cosa rappresenta? Fra gli antropologi non vi è un completo accordo. Johanson sostiene che Lucy è il capostipite dell'uomo, cioè l'inizio dell'albero genealogico umano, mentre altri, tra cui il famosissimo Richard Leakey, affermano che Lucy e altri ominidi a lei simili non sono altro che «cugini», discendenti tutti da un antenato comune risalente a un passato più remoto, qualcosa come 6 o 7 milioni d'anni fa. Ma questo antenato non è mai stato trovato, mentre lo scheletro della piccola Lucy è lì che ci guarda con i suoi 3 milioni di anni. Quella piccola donna emoziona e incute rispetto e forse proprio per questo gli operai etiopi che lavoravano nell'Afar le avevano dato un nome diverso da Lucy: Denkenesh, che significa "sei meravigliosa".


SCHELETRO DI LUCY

ORME IMPRESSE NEL SUOLO