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Antoni van Leeuwenhoek viveva a Delft, in Olanda, dove
possedeva un negozio di abiti e mercerie; era inoltre ispettore dei vini,
dei pesi e delle misure e non aveva certo problemi economici, per cui
poteva dedicarsi al suo hobby preferito: costruire microscopi.
Antoni Van Leeuwenhoek infatti voleva capire perché il pepe ha un sapore piccante. Mise ad ammorbidire in acqua alcuni grani di pepe e dopo qualche settimana si accinse a osservare al microscopio il liquido dell'infuso ottenuto. Il suo stupore fu veramente grande. «Vi ho visto dentro», egli scrisse, «un numero incredibile di animaletti, di diversi tipi». Erano i primi protozoi («animaletti» unicellulari diffusi nelle acque e negli ambienti umidi) che occhio umano avesse mai visto. Per misurarli non aveva strumenti adatti e allora scelse come unità di misura un granello di sabbia. Riuscì persino a calcolare che cento di questi animaletti, messi in fila, non raggiungevano le dimensioni del granello.
Da quel giorno, decise di osservare tutto quello che gli capitava sotto mano. Guardando al suo microscopio la patina bianca depositata sui suoi denti, vide piccoli animali, «più numerosi di tutta la popolazione dei Paesi Bassi», che si muovevano senza sosta: aveva visto i batteri della placca dentaria. Nella società dei tempo, si faceva a gara per guardare le microscopiche creature. «Molte signore perbene», scriveva, «vengono a casa mia per vedere i piccoli vermi dell'aceto, e alcune restano così disgustate dallo spettacolo che giurano di non usare più aceto in vita loro. Che farebbero allora se sapessero che ci sono più esseri viventi nella loro bocca che in tutto il Reano d'Olanda?». Leeuwenhoek fece numerose altre scoperte e perfezionò talmente il microscopio che i suoi strumenti e le sue osservazioni non ebbero uguali per più di un secolo e mezzo. Il «curioso» commerciante olandese aveva aperto l'era della microbiologia, ovvero della scienza che studia gli organismi microscopici. |