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Se in una serata limpida vi capita di vedere il
Sole brillare di verde per un istante non allarmatevi né recatevi
immediatamente dall'oculista, avete solo avuto la fortuna di
osservare un fenomeno atmosferico, tanto raro quanto meraviglioso,
conosciuto sotto il nome di "green flash".
Si tratta di un flash luminoso di colore verde intenso che appare
per qualche istante quando il Sole sta per tramontare o per sorgere
(in misura minore sono soggetti allo stesso fenomeno anche la Luna,
Venere o stelle luminose come Sirio).
Il "raggio verde" è conosciuto fin dai tempi più antichi; vi sono
numerose rappresentazioni del fenomeno nei monumenti egiziani:
presso questa civiltà si credeva infatti che il Sole assumesse un
colore verde dopo il tramonto, per poi ritornare alla sua usuale
tinta all'alba.
Molte ipotesi sono state fatte sull'origine e sulle cause del green
flash. Inizialmente si pensava che fosse dovuto a limiti intrinseci
nella struttura dell'occhio umano o addirittura a suggestioni
dell'osservatore. Ma ben presto si riuscì ad impressionare il
"raggio verde" su pellicola e fu provata la reale esistenza del
fenomeno. Si cercarono così altre spiegazioni.
Il green flash era stato osservato da alcuni marinai, si ipotizzò
allora che le onde del mare filtrassero la sola radiazione verde
della luce solare; ma questa teoria fu smentita dal manifestarsi del
fenomeno sulla terra ferma: in zone pianeggianti e nei deserti. In
realtà lo spettacoloso evento è determinato dal combinarsi di
diversi fattori fisici dovuti all'interazione della luce solare con
l'atmosfera: la rifrazione, la diffusione e l'assorbimento.
La rifrazione atmosferica è la causa principale del fenomeno; essa
agisce come un prisma scomponendo la luce nei diversi colori dello
spettro e deviando maggiormente la radiazione di lunghezza d'onda
minore. Il Sole a causa di questo effetto dovrebbe apparire come la
somma di più dischi di colore diverso (quello blu più in alto,
quello di colore rosso più in basso).

Anche il fenomeno della fata morgana è dovuto
alla rifrazione che, deviando i raggi luminosi provoca la proiezione
dell'immagine di un oggetto che in realtà si trova sotto l'orizzonte
e che sarebbe quindi impossibile osservare. Questa rifrazione è alla
base dei miraggi che si possono vedere nel deserto quando un'oasi in
realtà molto lontana ci appare vicina. La stessa cosa accade con gli
astri: la deviazione della loro luce se sono posti allo zenit è
nulla, ma in prossimità dell'orizzonte il Sole o la Luna appaiono
innalzati di un intero loro diametro rispetto alla posizione reale.
Alla nostra latitudine se ci troviamo in una zona pianeggiante,
possiamo osservare l'ultimo lembo di Sole quando questo è già
completamente tramontato da tre minuti.

A questo punto entra in gioco la diffusione, che
disperde la radiazione blu rendendola invisibile. Infine l'emissione
gialla della luce solare viene bloccata dal pulviscolo atmosferico,
dando luogo al fenomeno dell'assorbimento.
Riassumendo: la rifrazione scompone la luce solare nei diversi
colori; la diffusione e l'assorbimento eliminano la luce blu e
quella gialla; la radiazione rossa solare subisce una minor
deviazione, raggiungendo, così, per prima l'occultazione da parte
dell'orizzonte: l'ultimo piccolo spicchio di Sole visibile è quindi
di colore verde ed è chiamato green rim.
Il bordo verde in condizioni normali ha una larghezza media di circa
10 secondi d'arco, mentre l'occhio umano raggiunge una risoluzione
di circa 25 secondi d'arco e quindi per osservare il green rim è
necessaria la coincidenza di altri fattori che "allarghino" questo
spicchio, dando origine al fenomeno del green flash.
L'orizzonte basso è indispensabile per l'osservazione del raggio
verde: in tale condizione lo strato di atmosfera attraversata dalla
luce solare è maggiore e sarà quindi maggiore anche la rifrazione e
il bordo verde sarà più largo. Ma ciò non è ancora sufficiente.
Anche la temperatura, infatti, può giocare un ruolo importante:
quando la luce attraversa strati d'aria a temperatura e densità
differenti, l'aria agisce come una lente, che devia i raggi luminosi
e presenta immagini distorte, nel nostro caso è il disco solare ad
essere deformato e il green rim appare più largo.
I luoghi migliori per osservare il raggio verde saranno quindi le
zone pianeggianti e desertiche, il mare aperto e in generale i siti
con l'orizzonte libero come l'alta montagna, dove a causa della
minor diffusione della luce blu si potrà assistere all'ancor più
raro flash blu. Località rinomate per l'osservazione del fenomeno
sono gli osservatori astronomici di Monte Wilson, delle Canarie,
delle Ande cilene, l'Artide e l'Antartide e in Italia l'isola di
Ischia e la zone del Viterbese.
La durata del green flash solitamente non supera una frazione di
secondo, ma dipende dalla velocità con cui il Sole sorge o tramonta:
sarà quindi più facile osservarlo alle alte latitudini. Nel 1929
durante una spedizione nell'Antartide si osservò un green flash
della durata record di 35 minuti.
La caccia al green flash non è certo cosa facile per la molteplicità
di fattori che stanno alla base del suo verificarsi, ma vale la pena
di cimentarsi nell'impresa, non solo per lo spettacolo che questo
fenomeno ci offre, ma anche perché secondo una leggenda scozzese
colui che è tanto fortunato da vedere il "raggio verde", non potrà
più essere ingannato e leggerà chiaro nel proprio cuore e in quello
delle altre persone.
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