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Se di antichissimi insediamenti umani si hanno precise ed
importanti testimonianze a Levanzo ed in misura minore a Favignana, poche e
relativamente più recenti sono le tracce della prima frequentazione dell'isola
di Marettimo. Ciò è la conseguenza del fatto che, come già detto, le prime due
isole rimasero collegate alla Sicilia sino all'ultima glaciazione, da un ponte
naturale attraverso il quale giunsero, nel paleolitico, i primi uomini, mentre
solamente nel neolitico - quando essi impararono a navigare - ebbe inizio la
presenza umana a Marettimo.
In un antro che si apre a Nord-Ovest de. piccolo abitato
(raggiungibile a piedi o ir barca), sopra l'omonima cala, sono, infatti i due
cicli di arte parietale che raffigurano incisi e dipinti, diversi animali del
quaternario (Cervus elephas, Bos primigenius, Equus hydruntinus) ed alcune
figure umane recanti maschere che rappresentano teste di uccelli - simili a
quelle dell'Addaura, a Palermo - e, quindi, un secondo gruppo di figure,
solamente dipinte, probabilmente più recenti delle precedenti. Colorate in nero
e rosso, esse rappresentano alcuni uomini, donne, mammiferi e pesci, tra i quali
il Tonno che, per secoli e secoli ha segnato la vita e la cultura degli egusei.
A giusta ragione le immagini rupestri di Levanzo sono considerate vere
espressioni d'arte d'alto valore, sia per la felice resa dello scorcio che per
la plasticità dell'insieme. |
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Cacciati i Saraceni nel 1081, i Normanni realizzarono sull'isola maggiore un borgo medievale munito di poderose difese di cui rimangono, oggi, i resti dei forti di S. Giacomo, rimaneggiato nel XV sec., e di Santa Caterina. Notevole interesse riveste quest'ultima costruzione che sorge sul sito di una preesistente torre saracena, sulla vetta più alta dell'isola. Della fortezza, fatta realizzare da Ruggero, re dei Normanni, ed in parte rimaneggiata in epoca aragonese, residuano oggi cospicui e suggestivi resti. Seguirono, ancora, gli Svevi e, quindi, gli Angioini, sotto i quali vennero impiantate a Favignana le prime due tonnare, di San Leonardo e San Nicolò. Dalla metà del sec. XVI, dopo un lungo periodo di decadenza, le isole appartennero ai Pallavicini-Rusconi di Genova, e, dal 1874, ai Florio, coi quali le antiche tonnare, oltre allo stesso abitato di Favignana, raggiunsero il massimo splendore. |
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A quell'epoca, risalgono la costruzione del villino Florio, un elegante e raffinato edificio in stile Liberty, progettato da Damiani Almeyda nel 1876 e, lungo il lato occidentale del porto, i nuovi, grandi edifici della tonnara, la più importante della Sicilia. Altri monumenti di rilievo sono la settecentesca Chiesa Madre di Favignana e, a Marettimo, i suggestivi resti di un forte di epoca borbonica, sulla Punta Troia. |
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