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ISOLE EGADI

IL MARE

Acque cristalline, ora d'un blu profondo, ora turchesi, ora celesti bagnano le piccole cale sabbiose, gli scogli, le pendici di strapiombi dolomitici; s'insinuano nelle numerosissime, straordinarie grotte, dove la tavolozza di colori arricchisce ulteriormente di rossi e di gialli, di neri profondi e di cristalline trasparenze.

I fondali, poi, variegati e ricchissimi, aprono le porte, già a pochi metri di profondità, su dimensioni misteriose ed affascinanti che ottrono inimmaginabili visioni d'un ambiente davvero unico. Un giro delle isole in barca - mezzo facilmente reperibile alle Egadi - ed alcune facili immersioni sono, perciò, la maniera ideale per scoprirne sia le coste che i foondali: succintamente suggeriamo, pertanto,alcuni itinerari intorno alle isole, indicando, nel contempo, i luoghi ove i fondali presentano elementi di maggiore interesse sia dal punto di vista della biocenosi che da quello paesaggistico.

 

FAVIGNANA
Lasciato il porticciolo, si fa rotta verso Nord-Ovest, lambendo il bel tratto di costa ricco di cavità marine e sovrastato dall'acclivio montuoso che attraversa la parte occidentale dell'isola, in direzione Nord-Sud. Si raggiungono, così, prima l'estrema punta dell'isola, quella del Faraglione, nei cui bei pressi si aprono due belle grotte ricche di stalattiti e stalagmiti, e, di seguito, la Punta Ferro e la Punta Sottile, sulla quale ultima giganteggia il bianco faro di segnalazione. Qui consigliano una prima immersione con autorespiratore, poiché si è in presenza di una zona particolarmente ricca di organismi animali e vegetali e dove frequenti sono gli incontri con Murene ed Aragoste o con spugne di dimensioni considerevoli. Proseguendo, si raggiunge un altro dei siti tra i più frequentati dai sub e dagli appassionati di fotografia subacquea: la Cala Rotonda. A pochissimi metri di profondità, sul lato destro della Punta, si apre intatti, un sistema di grotte sottomarine tra le più belle dell'intera isola, caratterizzate dal chiarore cristallino delle acque e da una serie di suggestivi cunicoli, veri paradisi sommersi. Si naviga, quindi, lungo la costa Sud, quella che da un punto di vista dei fondali si presenta più ricca ed interessante, rasentando, in bellissima successione, gli scogli di Galera, Galeotta, l'isolotto di Preveto e la vicina Punta Lunga; nei pressi dèllo scoglio Palumbo - tra Preveto e Punta Lunga - s'inabbissò, pochi anni fa, un mercantile che oggi poggia sul fondale, a poco meno di 20 metri di profondità. L'occasione è troppo ghiotta per una immersione che consigliamo di non perdere: l'affascinante relitto, adagiato su di un fondale di sabbie a Posidonie, ed ormai abbondantemente colonizzato ospita, infatti, un'infinità di interessanti specie marine tra le quali, in maniera stabile, numerosi Gronchi di notevoli dimensioni. Poco dopo, ecco Punta Fanfalo, dalla quale si può dirigere, alla Secca del Toro, quattro miglia più a Sud, ove è d'obbligo un'altra immersione. Lungo la parete che strapiomba nel "blu", in uno dei fondali più integri, ricchi e suggestivi dell'intera isola, si scopriranno Gorgonie rosse aperte in fantastici ventagli, interi tratti di pareti tappezzati da Astroides e Parazoanthus, spugne di ogni foggia e colore, e poi, moltissime specie di pesci e crostacei, tra i quali grossi Saraghi ed Aragoste, che abitualmente vivono in questo loco. Raggiunta, quindi, la Cala Azzurra, si prende a risalire lungo il versante orientale dove si apre la bellissima Cala Rossa, si doppia, infine, la Punta di San Nicola, dalla quale si raggiunge nuovamente il porticciolo di Favignana

     

LEVANZO
Bellissime coste, acque cristalline con una limpidezza ai massimi livelli mediterranei ed una fauna cospicua, a testimonianza di una biocenosi intatta: ecco ciò che offre Levanzo sia a chi decide di immergersi nei suoi magnifici fondali, sia a chi, più semplicemente, vuol godere dello spettacolo che, anche in superficie, offrono questo mare e queste coste. Si può scegliere d'immergersi già a partire dalle cale che dal porticciolo si aprono lungo la costa Nord-Est che, via via che si procede, si fanno sempre più alte. Qui, su vaste praterie di lussureggiante Posidonia, vivono numerosi branchi di Labridi e Sparidi, coloratissimi. Tra Cala Calcara e Capo Grosso, estrema punta a Nord, chi si immerge si imbatterà nei fondali tra i più belli dell'isola che, riproponendo la morfologia della costa, si articolano in franate scoscese, densamente popolate da specie pelagiche, ed orlate, contrassegnate da varie specie di Gorgonie e da splendide, purpuree Paramuricee, puntellate dai bianchi polipi estroflessi per ricevere il Plancton, di cui si nutrono. Le acque antistanti il Capo Grosso, l'alta scogliera su cui si erge la bianchissima torre del faro, offrono, ancora, la possibilità di vivere l'emozione di un'immersione a ridosso di una parete a strapiombo, ricca di ventagli di Paramuricee e di gialli Asteroides. Proseguendo, si doppia la Punta Sorci, quella del Genovese - sulla quale si aprono le grotte già citate - e, superato il Faraglione, suggestiva immersione su di un altro relitto sommerso, è ancora possibile facendo rotta, in direzione Sud-Est verso gli scogli di Formica e Maraone.
Facile, grazie alla non elevata profondità - circa 17 metri - essa offre notevoli spunti sia al semplice visitatore che al fotosub che si avventurerà all'interno della nave, sul ponte, all'interno della cabina di comando o, ancora, sul fondo, per avvicinarsi alla grande elica inerte, che costituisce elemento tra i più suggestivi di questa grande scultura sommersa, ormai colonizzata dal mare e da popolazioni di pesci e crostacei d'ogni specie.

 

 

MARETTIMO
Il giro dell'isola è estremamente interessante poiché solamente con la barca è possibile raggiungere le numerose grotte che si aprono lungo la costa, tra le quali ricordiamo - stupende - quelle del Presepe, del Cammello e del Bue Marino; le dirupatissime e dolomitiche pareti del versante occidentale dell'isola, altrimenti impossibili da ammirare, e, ovviamente, i fondali più interessanti di quello che è considerato uno degli ultimi paradisi subacquei del Mediterraneo.
Si parte, dunque, dal porticciolo, costeggiando verso Nord in direzione Punta Troia, passando presso lo scoglio e la grotta del Cammello, superando la cala Manione e la Punta Troia, sulla quale si erge la suggestiva fortezza borbonica, e si raggiunge, sulla cuspide estrema, la Punta Mugnone. Navigando, adesso, verso Sud-Ovest, si incontra la bellissima Cala Bianca - sulla quale strapiomba un'alta muraglia rocciosa - e nelle cui acque si può programmare una prima immersione. Ricche di tane di Ombrine, Ricciole e Dentici, esse offrono, sul fondale, suggestivi spettacoli di rocce vive interrotte, a tratti, da praterie di Posidonie. Poco più avanti, si apre la straordinaria Grotta del Presepe, nella quale fantastiche concrezioni e rocce vive variamente colorate lasciano intravedere, appunto, una sorta di presepe naturale. Si continua ancora lungo il versante occidentale dell'isola, magnificamente sovrastato dalle altissime pareti dolomitiche e dove si apre un'altra, vasta grotta - della Bombarda - e si giunge alla Cala dello Spalmatore, dalla piccola, bellissima spiaggia ove è possibile sbarcare per una breve sosta.
Continuando, ecco la Punta Libeccio, altro luogo da non mancare per i subacquei: su di una secca a quota relativamente bassa - circa 25 metri - i fotografi potranno avere l'opportunità di ritrarre magnifiche Aragoste che punteggiano le innumerevoli tane; da questa secca si diparte un'orlata nella quale si aprono profonde e misteriose caverne frequentate da grosse, solitarie Cernie e branchi di Ombrine e Saraghi. Si fa rotta, quindi, verso Sud-Est, si lascia il faro alle falde dell'aspro Pizzo Scaturro e si raggiunge la Punta Bassana, altro tratto di mare ideale per programmare un'immersione, poichè i fondali, qui a vaste praterie di Posidonie, sono ricchissimi di tane di diverse specie: dalle Ombrine ai Saraghi, dalle Cernie alle Murene, dai Gronchi alle Aragoste. Lasciata la Punta Bassana, costeggiando un tratto di mare ricco di calette e di spiaggette deliziose, si fa rientro al porto. Un'ultima annotazione riguarda un relitto inabbissatosi nel tratto di costa tra l'abitato ed il Cimitero ma, ai sub più fortunati i fondali di Marettimo possono regalare anche l'emozione di un avvistamento di ceppi di ancore ed anfore romane e cartaginesi, resti di quelle cruente battaglie di cui queste acque furono teatro, nel 241 a.C.