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NOTIZIE GENERALI |
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CENNI STORICI Gli "schifazzi", barche a vela particolari usate per il trasporto del sale, percorrono frenetici i canali dalle saline al porto. Duecentomila tonnellate di sale all'anno, oltre 40 saline attive lungo la costa tra Trapani e Marsala, furono per secoli il vanto economico della popolazione isolana, che rifornì le tavole di tutti i regni e le lingue. Poco prima dell'Unità d'Italia nascono le
saline di Cagliari ed inizia una spietata concorrenza, che dà il via a una crisi che sarà ulteriormente aggravata dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e dalla concorrenza straniera. |
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LA SALICULTURA
L'acqua di mare viene convogliata in grandi vasche
chiamate "fridde" a ridosso della costa. Da qui, attraverso canali e
chiuse, l'acqua viene trasferita in bacini meno grandi e profondi delle "fridde",
chiamate vasche "d'acqua cruda o retrocalda". Per consentire una migliore
evaporazione e concentrazione del cloruro di sodio, le vasche diminuiscono
di ampiezza e profondità, ma aumentano di numero. La frammentazione dei
bacini è importante per accelerare l'evaporazione dell'acqua provocata dal
vento e dal sole. Lunghi canali mutati di chiuse collegano queste vasche
chiamate "messaggere o ruffiane" alle vasche di retrocalda, per favorire
l'evaporazione anche durante il trasferimento. Un ultimo gruppo di vasche
accoglie l'acqua di mare per la produzione del sale: sono le vasche di
"calda", quadrate, accostate su due file, una in comunicazione con le
"messaggere", l'altra con le "caselle", dove termina la produzione del
sale. Ai margini, cumuli di sale vengono posati e ricoperti di tegole di
terracotta, dai tenui colori della terra e del sole.
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LA MIGRAZIONE È autunno, e milioni di uccelli migrano verso l'Africa. Le saline di Trapani e Paceco sono l'ultimo spazio umido dove possono rifocillarsi prima di attraversare il pericoloso Canale di Sicilia, per approdare finalmente in Africa. Per molti la traversata proseguirà attraverso il deserto del Sahara e alcuni raggiungeranno il lontanissimo Sud Africa. Gli uccelli in migrazione perdono molte energie, si stressano e si disidratano, ed ecco che le saline, i margi superstiti, il canale Baiata e i prati costituiscono per loro un importantissimo territorio per recuperare le energie perdute.
In primavera il viaggio di
ritorno in Europa trova ancora qui un punto cruciale per riprendere le
forze dopo la traversata del mare, per poi proseguire verso l'Europa del
nord. Primavera e autunno, spesso prima ancora che si manifestino, portano
migliaia di uccelli nelle vasche, nei prati, tra le salicornie e le
posidonie spiaggiate, tra le tamerici e i sentieri dell'uomo. Sono le
stagioni più ricche di specie e di frenetici voli. Sono oltre 183 le
specie censite finora, molte delle quali protette non solo dalle leggi
italiane ma anche dalle direttive C.E.E.. Già dalla fine di luglio
arrivano i primi migratori autunnali, che aumentano fino ad un
rallentamento del flusso che avviene generalmente in novembre. Ma
l'inverno riserva molte sorprese: spatole, fenicotteri, aironi bianchi
maggiori, centinaia di volpoche, avocette, fischioni, moriglioni,
mestoloni, codoni trascorrono l'intero inverno a due passi da Trapani,
facendo la spola tra le vasche, seguendo il livello delle acque e la
conseguente abbondanza di cibo.
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LA RIPRODUZIONE
I fraticelli, piccole e saettanti sterne, preferiscono nidificare in colonie, scegliendo strisce di sabbia o terra ai margini delle vasche costruendo un nido in cui al posto dei rami vi sono piccole conchiglie. Mentre i fraticelli, i cavalieri d'Italia e le avocette si lanciano in rumorosi attacchi aerei in vista di un nemico, sia esso uomo, cane, gabbiano o volpe, i fratini si fingono feriti e corrono in direzione opposta al nido o ai piccoli, attirando l'attenzione del predatore su di sé. Quando poi sono ad una distanza di sicurezza dalla propria prole, spiccano il volo e si allontanano, mimetizzandosi perfettamente con il suolo. Nel 1997, per la prima volta, hanno nidificato le volpoche, splendide anatre bianche, rosse e nere che hanno portato all'involo ben quattro piccoli. Questi ultimi, in caso di pericolo, sparivano in acqua, mentre i genitori controllavano da vicino gli intrusi, forti della loro mole e del rumore del battito delle ali.
Incrociano il volo dei nidificanti, le
sterne zampenere, i mignattini e le pantane, i totani mori e gli
albastrelli, le nitticore e i piovanelli che si attardano prima di proseguire il faticoso volo verso
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LA FLORA |